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Pane fatto in casa

Il pane fatto in casa

  • 500 gr di farina biologica
  • 300-350 gr di acqua (variabile a seconda del tipo di farina)
  • 15 gr di lievito di birra (equivale a 2/3 di panetto da 25 gr)
  • 10 gr di sale (un cucchiaino

Mettete in una insalatiera grande la farina, l’acqua tiepida nella quale avrete sciolto il lievito sbriciolato.Cominciate a lavorare l’impasto con un cucchiaio di legno fino a che non comincia a diventare omogeneo e aggiungete il sale nell’impasto.
Potete aggiungere il sale anche prima, l’importante è che non venga a contatto con il lievito, quindi trasferite l l’impasto su un piano di lavoro stabile e infarinato.

Impastare almeno per 15-20 minuti a seconda della forza che ci mettete.
A un certo punto sentirete che l’impasto cambia consistenza, divenendo più morbido e lavorabile, elastico e malleabile.

La quantità di acqua assorbita dalla farina è variabile, durante le prime fasi di impasto dovrete aggiungere acqua, poca alla volta, se vi sembra troppo secco e duro, regolandovi in base alla consistenza che sentite sotto le mani: l’impasto non deve essere appiccicoso.


Lievitazione corretta per il pane fatto in casa.

Una corretta lievitazione per il pane fatto in casa necessita di una temperatura di 25° con l’80-90% di umidità. La temperatura è facilmente raggiungibile in casa, basta mettere l’impasto in un luogo caldo, per esempio vicino a un termosifone.

L’umidità dell’ambiente domestico, invece, è sicuramente più bassa di quella ideale, quindi bisogna adottare qualche stratagemma per aumentarla.
Il metodo classico è quello di coprire bene l’insalatiera (evitando per quanto possibile rientrate di aria) con un panno inumidito con acqua tiepida.
Un’altro metodo consiste nel posizionare all’interno del forno l’insalatiera coperta con un canovaccio asciutto, insieme a un pentolino con un litro di acqua tiepida.

Lasciate lievitare per 2 ore e mezza o 3 ore, successivamente estraete l’impasto, stendetelo sul piano di lavoro e schiacciatelo con le mani fino a fargli assumere una forma rettangolare.
Disponetelo sulla teglia del forno infarinata o se volete su un foglio di carta da forno infarinata, cospargetelo di farina in superficie e praticate due tagli in diagonale con un coltello da cucina.
Rimettete la forma in forno per l’ultima lievitazione di 45-60 minuti.

Cottura perfetta per il pane fatto in casa

Trascorso l’ultimo periodo di lievitazione, accendete il forno, non ventilato, a 180°-200°.

Il pane è pronto quando uno stuzzicadenti infilato dentro la pagnotta esce perfettamente asciutto.

Il tempo di cottura, dipende dal forno che avete. Cominciate a controllare dopo 30-35 minuti. Quando estrarrete il pane fatto in casa dal forno avrà una crosta molto dura, ma non vi preoccupate: mettetela sulla griglia del forno a riposare, in modo tale che possa prendere aria da tutti i lati.

L’umidità presente all’interno del pane fuoriesce gradualmente, ammorbidendo la crosta.

Attendete almeno 15-20 minuti prima di tagliare il pane, altrimenti l’eccessiva umidità tenderà a far rompere la mollica durante il taglio.

Se la crosta rimane troppo dura, la volta successiva provate ad avvolgere il pane dentro un canovaccio, che trattenendo l’umidità ammorbidirà la crosta.

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Meglio la birra filtrata o non filtrata?

Birra non filtrata e birra cruda, queste sono due tipologie di birra che spesso si leggono in etichetta. Nel processo produttivo della birra i due termini si riferiscono a due processi distinti e indipendenti, che però spesso troviamo in uno stesso prodotto, la birra artigianale. Prima di chiederci se sia meglio la birra filtrata o non filtrata, andiamo a vedere anzitutto che cosa si intende per birra non filtrata.

La birra non filtrata: cos’è?

La birra non filtrata è una birra artigianale. “Non filtrata” significa che la birra, prima di essere imbottigliata, non è stata “pulita” da tutte quelle componenti che si sono sviluppate durante la fermentazione, sia liquide che solide.

Il processo di filtrazione è un processo fisico che avviene dopo la seconda fermentazione e che serve a trattenere e a separare le parti solide (i depositi dei lieviti) da quelle liquide. La filtrazione avviene comunemente sia nelle birre che nei vini e serve a farli durare di più.
La birra non filtrata è quindi ricca di cellule integrali di lievito, che le donano quegli aromi di crosta di pane, di “panificio”. Visivamente una birra non filtrata è una birra torbida, che può avere un po’ di deposito sul fondo (del tutto normale).

Lo stesso vale per il vino non filtrato, definito spesso “naturale”, che ha aromi e un’apparenza indubbiamente diversa dal vino convenzionale.

Cosa si intende per birra “cruda“?

Dire birra “cruda” equivale a dire birra “non pastorizzata”. La pastorizzazione è un processo di riscaldamento di un alimento che serve a distruggere eventuali agenti patogeni e serve principalmente ad aumentare la conservazione della birra. Per questo le birre artigianali devono essere consumate prima di quelle convenzionali e conservate in modo idoneo.
La pastorizzazione viene utilizzata un po’ dappertutto nell’industria alimentare, dal latte, alle creme, al gelato. Per le diverse temperature di pastorizzazione potete approfondire qui.

Per tornare alla nostra domanda, se sia meglio la birra filtrata o non filtrata, la risposta è semplice: dipende dal gusto individuale. Per il bere e per il mangiare, e al di là delle mode, alla fine è il gusto personale che fa la differenza!
La birra non filtrata e non pastorizzata è indubbiamente una birra più viva, con un gusto e un aspetto diversi, una bevanda più integra e più autentica. Chi la prova, a volte smette di bere le birre industriali.

Voi quale birra preferite?[vc_row][vc_column][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”820″ img_size=”250″ alignment=”center” hover_effect=”img_zoom_effect” animation=”rda_fadeInLeft”][vc_btn title=”BIRRE NON FILTRATE” style=”custom” custom_background=”#b3a68b” custom_text=”#ffffff” shape=”square” align=”center” i_icon_fontawesome=”fa fa-shopping-cart” add_icon=”true” link=”url:https%3A%2F%2Fwww.bottegheria.com%2F52-birre||target:%20_blank|” css=”.vc_custom_1557873549369{margin-top: -20px !important;}”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”1392″ img_size=”250″ alignment=”center” animation=”rda_fadeInLeft”][vc_btn title=”PRODOTTI BIOLOGICI” style=”custom” custom_background=”#b3a68b” custom_text=”#ffffff” shape=”square” align=”center” i_icon_fontawesome=”fa fa-shopping-cart” add_icon=”true” link=”url:https%3A%2F%2Fwww.bottegheria.com%2F114-prodotti-biologici||target:%20_blank|” css=”.vc_custom_1557873557514{margin-top: -20px !important;}”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”818″ img_size=”250″ alignment=”center” animation=”rda_fadeInLeft”][vc_btn title=”OLIO EVO BIOLOGICO” style=”custom” custom_background=”#b3a68b” custom_text=”#ffffff” shape=”square” align=”center” i_icon_fontawesome=”fa fa-shopping-cart” add_icon=”true” link=”url:https%3A%2F%2Fwww.bottegheria.com%2F29-olio||target:%20_blank|” css=”.vc_custom_1557873567306{margin-top: -20px !important;}”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][/vc_row]

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Quali sono le farine senza glutine? Le farine per celiaci e intolleranti

Quando conosci una persona celiaca, ti chiedi quali sono le farine senza glutine e quindi gli alimenti che ella può mangiare. Ti rendi delle differenze con la tua alimentazione, ad esempio pensando già a un semplice panino al prosciutto o alla sfoglia della colazione. Oggi sempre più negozi, bar, pasticcerie offrono alternative di alimenti senza glutine, così che anche la persona celiaca o intollerante possa trovare ciò che cerca.

Tuttavia all’inizio c’è forse un po’ di confusione e ci si chiede: che differenza c’è tra celiachia e intolleranza al glutine?[vc_row_inner][vc_column_inner][vc_custom_heading text=”Che differenza c’è tra celiachia e intolleranza al glutine” use_theme_fonts=”yes”][vc_column_text]L’unica cosa che hanno in comune queste due patologie è lui, il glutine! Per il resto le differenze ci sono eccome, soprattutto per l’entità delle conseguenze sul nostro corpo e stile di vita.

Quando mangia un alimento che contiene glutine, una persona affetta da celiachia ha una reazione autoimmune, che attacca l’intestino e può danneggiare anche gravemente la mucosa intestinale. Chi è intollerante al glutine invece ha un’ipersensibilità verso il glutine, che può causare diversi malesseri, più o meno pesanti (ad es.: dolori addominali, mal di testa).

Siccome su internet si trova di tutto e di più su questi temi, e molti sintomi sono molto comuni a altre malattie, è sempre bene farsi fare la diagnosi da un medico specializzato, prima di preoccuparsi e rivedere sostanzialmente la propria alimentazione.[/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_custom_heading text=”Le farine senza glutine: quali sono?” use_theme_fonts=”yes”][vc_column_text]Le farine senza glutine si trovano ormai ovunque e ce ne sono di diversi tipi. A volte si sentono nomi di alimenti ignorati o esotici, come la quinoa (originaria del Sud America). Noi ci siamo chiesti quali sono le farine senza glutine che sono da sempre usate nella cucina italiana, alcune delle quali fino a pochi anni fa erano cadute in disuso o snobbate, mentre oggi sono un’alternativa alla farina di grano.

  • Farina di mais
    La farina di mais o granoturco, che in passato era, sotto forma di polenta, un sostituto del pane. In cucina la farina di mais si può utilizzare anche al posto del pangrattato, per  impanature croccanti.
  • Farina di grano saraceno
    E’ una farina molto saporita e la base di uno dei piatti tradizionali della Lunigiana, i testaroli.
  • Farina di castagne
    Una volta con la farina di castagne ci si facevano il pane e la polenta, perché la farina bianca era un lusso. In Toscana la farina di castagne è l’ingrediente principale di un dolce tradizionale, il castagnaccio.
  • Farina di ceci
    La farina di ceci si usa in pastelle e piatti tipici come cecina o farinata.
  • Farina di riso
    Le prossime due farine si usano soprattutto per preparare dolci e/o insieme a altre farine: farina di mandorle e farina di cocco.

[/vc_column_text][vc_single_image image=”1445″ img_size=”large” alignment=”center”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_column_text]Ora che ti sei fatto un’idea su quali sono le farine senza glutine più diffuse, puoi iniziare a preparare anche a casa pane, pizza, crostate, seguendo le ricette che preferisci. Ci sono tanti libri e risorse online che sono un’ottima base di partenza per chi voglia iniziare a cucinare con le farine senza glutine.

Quel è la migliore farina senza glutine secondo te?[/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text][rd_line type=”rd_line_bold” color=”#8bb547″ use_icon=”yes” icon_color=”#8bb547″ icon_pos=”center” line_pos=”center” icon=”imf-arrow-bottom”][/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”1392″ img_size=”250″ alignment=”center” animation=”rda_fadeInLeft”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”1441″ img_size=”250″ alignment=”center” hover_effect=”img_zoom_effect” animation=”rda_fadeInLeft”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”818″ img_size=”250″ alignment=”center” animation=”rda_fadeInLeft”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”820″ img_size=”250″ alignment=”center” hover_effect=”img_zoom_effect” animation=”rda_fadeInLeft”][vc_btn title=”BIRRE NON FILTRATE” style=”custom” custom_background=”#b3a68b” custom_text=”#ffffff” shape=”square” align=”center” i_icon_fontawesome=”fa fa-shopping-cart” add_icon=”true” link=”url:https%3A%2F%2Fwww.bottegheria.com%2F52-birre||target:%20_blank|” css=”.vc_custom_1557873549369{margin-top: -20px !important;}”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”1392″ img_size=”250″ alignment=”center” animation=”rda_fadeInLeft”][vc_btn title=”PRODOTTI BIOLOGICI” style=”custom” custom_background=”#b3a68b” custom_text=”#ffffff” shape=”square” align=”center” i_icon_fontawesome=”fa fa-shopping-cart” add_icon=”true” link=”url:https%3A%2F%2Fwww.bottegheria.com%2F114-prodotti-biologici||target:%20_blank|” css=”.vc_custom_1557873557514{margin-top: -20px !important;}”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”818″ img_size=”250″ alignment=”center” animation=”rda_fadeInLeft”][vc_btn title=”OLIO EVO BIOLOGICO” style=”custom” custom_background=”#b3a68b” custom_text=”#ffffff” shape=”square” align=”center” i_icon_fontawesome=”fa fa-shopping-cart” add_icon=”true” link=”url:https%3A%2F%2Fwww.bottegheria.com%2F29-olio||target:%20_blank|” css=”.vc_custom_1557873567306{margin-top: -20px !important;}”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][/vc_row]

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I prodotti biologici si fanno strada sulla nostra tavola

Il 2017 è stato l’anno del biologico. Il settore del biologico è cresciuto nell’ultimo anno, contribuendo del 40% alla crescita del mercato alimentare in Italia. Sempre più persone preferiscono acquistare prodotti a certificazione biologica, come si può vedere dalla moltiplicazione esponenziale di prodotti biologici acquistabili. Ma non solo.

Se da un lato si capisce la necessità del biologico, soprattutto in seguito alla globalizzazione (che rende disponibili prodotti da quasi tutti i paesi del mondo, in poco tempo e in tutte le stagioni), dall’altro sarebbe bene chiedersi, soprattutto per quanto riguarda il settore non alimentare,  dove inizi il marketing e finisca la salute, nostra e dell’ecosistema.[vc_row_inner][vc_column_inner][vc_custom_heading text=”Cosa sono i prodotti biologici?” use_theme_fonts=”yes”][vc_column_text]I prodotti biologici di tipo alimentare (perché ormai sono biologici anche shampoo, detersivi, creme ecc.) sono prodotti che ci arrivano da un’azienda che ha una certificazione biologica. L’agricoltura e l’allevamento biologici devono seguire le regole e i criteri stabiliti dall’Unione Europea. Per il consumatore il prodotto biologico è facilmente riconoscibile grazie al colore verde di un bollino presente sull’etichetta, valido a livello europeo e che è fatto così:

bollino prodotti biologici[/vc_column_text][vc_custom_heading text=”La certificazione biologica” font_container=”tag:h3|text_align:left” use_theme_fonts=”yes”][vc_column_text]Per quanto riguarda la certificazione biologica, ci sono diversi organi che possono rilasciare ad un’azienda e ai suoi prodotti questo tipo di certificazione. I controlli principali vengono fatti letteralmente in campo: si controlla come il frutto o la verdura vengono coltivati. Di cosa si compone il concime che viene usato in campo? Che sostanze vengono applicate alle piante per difenderle dai parassiti e altri animali nocivi?

In generale, nell’agricoltura biologica, vale la regola che qualsiasi mezzo il contadino usi per ottenere un prodotto buono e sano, deve essere il più naturale possibile. Si preferisce ad esempio:

  • l’uso di letame e concimi organici come il compost
  • si pratica la pacciamatura (copertura del terreno tra le piante con fieno o erba fresca per proteggerlo dagli sbalzi termici e ostacolare la crescita delle erbe infestanti)
  • si pratica il sovescio, ossia ci si procura un fertilizzante naturale seminando alcune piante (ad es.: trifoglio, veccia, crescione, valerianella) che, una volta fiorite, vengono mescolate al terreno, anche per proteggerlo dall’erosione

[/vc_column_text][vc_single_image image=”1403″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_custom_heading text=”Dove acquistare prodotti biologici” font_container=”tag:h3|text_align:left” use_theme_fonts=”yes”][vc_column_text]I prodotti biologici si possono ormai acquistare pressoché ovunque. Il biologico si vende così bene che la grande distribuzione ha creato linee apposite di prodotti. Si sono diffusi piccoli-medi supermercati dedicati solo al biologico e all’alimentazione naturale.

Una delle vie più convenienti di acquistare prodotti biologici è sicuramente affidarsi a un negozio online. Anzi è proprio online che si trovano prodotti biologici di piccole o medie aziende: si tratta di prodotti locali, a volte tipici di una certa regione.
In questo caso i produttori hanno deciso (spesso coraggiosamente) di passare dall’agricoltura tradizionale all’agricoltura biologica, mentre la maggior parte delle nuove aziende agricole puntano spesso sin dall’inizio sul biologico.

Voi cosa ne pensate dei prodotti biologici?[/vc_column_text][vc_column_text]

Fonti:
AssoBio
Foodweb

[/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][rd_line type=”rd_line_bold” color=”#8bb547″ use_icon=”yes” icon_color=”#8bb547″ icon_pos=”center” line_pos=”center” icon=”imf-arrow-bottom”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”1392″ img_size=”250″ alignment=”center” animation=”rda_fadeInLeft”][button size=”smallmedium_rd_bt” use_icon=”yes” icon_color=”#ffffff” t_color=”#ffffff” b_color=”#bfaf8f” b_hover_color=”#93b352″ font_weight=”500″ url=”https://www.bottegheria.com/114-prodotti-biologici” position=”ta_center” mt=”0px” mb=”0px” icon=”imf-cart”]ALIMENTI BIO[/button][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”817″ img_size=”250″ alignment=”center” hover_effect=”img_zoom_effect” animation=”rda_fadeInLeft”][button size=”medium_rd_bt” use_icon=”yes” icon_color=”#ffffff” t_color=”#ffffff” b_color=”#bfaf8f” b_hover_color=”#93b352″ font_weight=”500″ url=”https://www.bottegheria.com/40-biscotti” position=”ta_center” icon=”imf-cart”]DOLCI TOSCANI[/button][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”818″ img_size=”250″ alignment=”center” animation=”rda_fadeInLeft”][button size=”smallmedium_rd_bt” use_icon=”yes” icon_color=”#ffffff” t_color=”#ffffff” b_color=”#bfaf8f” b_hover_color=”#93b352″ font_weight=”500″ url=”https://www.bottegheria.com/29-olio” position=”ta_center” mt=”0px” mb=”0px” icon=”imf-cart”]OLIO EVO BIOLOGICO[/button][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][/vc_row]

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Il pecorino toscano biologico: dove trovarlo

“Il pecorino toscano biologico, un formaggio buono e sano”

Il pecorino toscano è un formaggio toscano sempre più diffuso, ma non è semplice trovare pecorino toscano biologico. Quest’ultimo, a differenza del comune pecorino toscano, è il prodotto di agricoltura biologica. Vi è un consorzio che ne tutela il disciplinare di produzione.

Il pecorino toscano può chiamarsi DOP solo se segue le regole dettate dal disciplinare di riferimento, ma spesso i produttori scelgono di fare solo un prodotto di alta qualità e di non entrare nella DOP, come fa il caseificio Pedrazzi. Che si trovi all’interno del parco naturale di San Rossore, che segua le regole del biologico certificato, che produca un latte il quale, per la sua qualità, è stato pure studiato dall’Università di Pisa e, infine, che il tagliere coi pecorini sia piaciuto a tutti davvero tanto, ci sono sembrati ottimi motivi per introdurlo su Bottegheria.

Per chi si volesse fare un bel giro di pecorino toscano biologico, assaggiandolo in diverse stagionature, può farlo grazie al Degustipack di Aprile, che abbiamo dedicato a questo prodotto. 3 grossi spicchi di 3 diversi tipi di pecorino toscano biologico che potete accompagnare con il miele di spiaggia toscano, sempre bio, e qualche fetta di salsiccia stagionata. Vi piacerebbe??[vc_single_image image=”1041″ img_size=”full” alignment=”center”][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_custom_heading text=”Quali sono le diverse stagionature del pecorino toscano biologico?” use_theme_fonts=”yes”][vc_column_text]Il pecorino toscano biologico e non esiste sia fresco che stagionato. Esso viene prodotto in tutta la regione Toscana e in pochi comuni umbri e laziali.   I formaggi si differenziano soprattutto in base alla pasta, che può essere di 3 tipi: molle, semidura o dura. Con ciò ci si riferisce alla quantità di acqua che essi contengono (ad esempio dal 45-60 % di acqua nei formaggi a pasta molle a meno del 40% in quelli a pasta dura).

Il pecorino toscano fresco è quello stagionato al massimo per 3 settimane. Così mantiene un piacevole gusto di latte e una bella morbidezza. Quello stagionato invece ha un sapore decisamente più intenso e, più i mesi passano, più la pasta del pecorino diventa asciutta.

Il latte con cui viene prodotto il pecorino biologico è esclusivamente di pecore, allevate, nel caso del nostro caseificio, all’interno di un parco naturale toscano. Si nutrono così di erbe che crescono nel parco, che contribuiscono al suo profumo e sapore.

Se vi va di assaggiarlo, che aspettate?![/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text][rd_line type=”rd_line_bold” color=”#8bb547″ use_icon=”yes” icon_color=”#8bb547″ icon_pos=”center” line_pos=”center” icon=”imf-arrow-bottom”][/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”855″ img_size=”250″ alignment=”center” animation=”rda_fadeInLeft”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”817″ img_size=”250″ alignment=”center” hover_effect=”img_zoom_effect” animation=”rda_fadeInLeft”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”818″ img_size=”250″ alignment=”center” animation=”rda_fadeInLeft”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][/vc_row]

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Pasquetta golosa: ciambellone salato

Pasquetta golosa: la ricetta del ciambellano salato

La ciambella pasquale tradizionale non può mancare sulla tavola di Pasqua: golosa e scenografica, è un’alternativa alla classica torta salata da proporre tiepida come antipasto…

Qui la sua ricetta originale, per consigli a chilometro zero sulla preparazione, vi aspetta in negozio!

La ricetta del ciambellano salato di Pasqua

[vc_accordion active_tab=”1″ collapsible=”yes” style=”rd_acc_7″][vc_accordion_tab title=”DOSI E INGREDIENTI (per 6 persone)” title_color=”#493600″ content_text_color=”#493600″ active_title_color=”#493600″][/vc_accordion_tab][vc_accordion_tab title=”PROCEDIMENTO” title_color=”#493600″ content_text_color=”#493600″ active_title_color=”#493600″][vc_column_text]Come preparare la ciambella pasquale a treccia

1) Fai la pasta: Disponi la farina di semola a fontana sulla spianatoia. Sciogli il lievito e lo zucchero in circa 40 cl di acqua tiepida e versa il mix al centro della farina. Inizia ad amalgamare; quindi unisci un cucchiaino di sale e tre cucchiai di olio extravergine di oliva. Continua a lavorare, in modo da ottenere una pasta elastica e omogenea. Forma una palla, trasferiscila in una ciotola unta d’olio, coprila con un telo umido e lasciala lievitare per 2 ore. Terminata la lievitazione, preleva circa 100 g di pasta e tienila da parte per il decoro. Dividi la pasta rimasta in tre panetti di uguale peso.

2) Farciscila. Snocciola le olive e spella la soppressata o la salsiccia napoletana non troppo stagionata. Taglia a pezzetti le olive, la soppressata e la provola (o scamorza), tenendoli separati.

Stendi sulla spianatoia infarinata un panetto di pasta con il mattarello, in modo da ottenere una striscia di 8-9 cm di larghezza e di 35-40 cm di lunghezza. Forma un lungo cilindro mettendo al centro della striscia le olive; richiudi la pasta a metà sul ripieno e sigilla, pizzicando con le dita e arrotonda i bordi con le mani. Crea altri due cilindri con lo stesso procedimento, farcendone uno con il salume e uno con il formaggio.

3) Completa e inforna. Intreccia i 3 cilindri farciti sulla placca foderata con carta da forno bagnata e strizzata. Unisci le estremità dei cilindri e sigillali, dando al tutto una forma a ciambella. Inserisci fra un cilindro e l’altro, 4 uova ben lavate, fissandole con striscioline di pasta a croce, ottenute con la pasta tenuta da parte. Lascia lievitare ancora per 30 minuti.

4) Cuoci e servi. Spennella la ciambella a treccia con l’uovo rimasto sbattuto e cuoci in forno statico già caldo a 180° C per 40-50 minuti. Trasferisci la ciambella in un piatto di portata, servila tiepida o a temperatura ambiente.[/vc_column_text][/vc_accordion_tab][vc_accordion_tab title=”I PRODOTTI ZENZERO E CANNELLA” title_color=”#493600″ content_text_color=”#493600″ active_title_color=”#493600″][vc_column_text]In bottega potrai trovare i seguenti ingredienti:

Semola di grano duro

Uova Bio[/vc_column_text][/vc_accordion_tab][/vc_accordion][vc_tta_accordion][vc_tta_section title=”DOSE” tab_id=”1560424532117-412c8a5f-414e”][vc_column_text]

  • 600 grammi semola rimacinata di grano duro
  • 12 grammi lievito di birra
  • 40 centilitri acqua
  • 1 cucchiaino zucchero
  • uova
  • 100 grammi olive nere
  • 100 grammi provola dolce
  • 100 grammi soppressata calabrese
  • 3 cucchiaio olio extravergine d’oliva
  • 1 cucchiaino sale

[/vc_column_text][/vc_tta_section][vc_tta_section title=”Sezione 2″ tab_id=”1560424532139-2eb060ff-bd42″][/vc_tta_section][/vc_tta_accordion][/vc_column]

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